Conferenza n.72 del 26 settembre 2015
Ospite: Card. Raymond Leo Burke / Argomento: Cristianesimo

L'UOMO NON OSI SEPARARE CIO' CHE DIO UNISCE
Premio Viva Maria 2015 al Card. Burke, acclamato con una standing ovation

Sabato 26 settembre 2015 si è tenuta la settima edizione del Giorno del Timone della Toscana, come sempre a Staggia Senese. L'ospite a cui è stato assegnato quest'anno il premio "Viva Maria" è stato il cardinale Raymond Leo Burke.
Sua Eminenza ha iniziato a parlare spiegandoci che solo l'esercizio della vera religione cattolica, nella sua integrità, e l'apologetica cattolica possono renderci veramente liberi. Ci ha ricordato che facciamo parte della Chiesa Militante e mai come oggi è importante militare per difendere le verità della Fede; un giorno saremo chiamati a rendere conto della nostra condotta.
L'integrità del matrimonio e della famiglia è sotto attacco da decenni e rappresenta il principio più importante da salvaguardare. Secondo il Cardinale la prima sessione del Sinodo per la famiglia presentava degli errori e perciò molta confusione. La Relazione conclusiva mancava di ogni riferimento al Magistero ed aveva un approccio "rivoluzionario", staccato da ciò che la Chiesa aveva sempre insegnato. Quando nel Vangelo di Matteo al capitolo 19, 13-12 i Farisei chiedono a Gesù se è lecito ripudiare la propria moglie per qualsiasi motivo, egli risponde rimandando alla Genesi: Dio li creò maschio e femmina ed ordinò che fossero una carne sola. Quest'ordine di Dio non cambia al mutare del tempo e dello spazio e Mosè aveva permesso il ripudio solo a causa della durezza del cuore degli uomini, che distorce la bellezza con l'egoismo e il peccato. Ma Dio non avrebbe voluto questo.
Un uomo o una donna legittimamente sposati non possono divorziare perché partecipano dell'amore fedele della SS. Trinità: Padre, Figlio e Spirito Santo. Chi viene abbandonato dal coniuge si salva permanendo nella fedeltà al vincolo matrimoniale ancora esistente. Perché non dimentichiamo che il fine ultimo per un cattolico è giungere a godere della luce del volto di Cristo nella vita eterna. Cristo dà la Grazia a coloro che sono chiamati a sposarsi e se gli sposi offrono il cuore a Nostro Signore, abbandonando la propria durezza, Lui li aiuterà nel proprio cammino.
Purtroppo la durezza del cuore è entrata anche nel mondo cattolico, minando l'indissolubilità del matrimonio. Il Cardinal Burke ha concluso spiegandoci in tre punti dove si è insinuata questa durezza.
In primo luogo nel rapporto tra fede e cultura dominante: alcuni uomini di Chiesa hanno ritenuto di dover aggiornare la prassi e il linguaggio, smettendo ad esempio di parlare di legge naturale o di situazioni irregolari di matrimonio. Si è così avvicinata alla cultura dominante perdendo però la propria identità e rinunciando alla verità. Quando Gesù incontra la Samaritana o la donna in flagrante adulterio, prova per loro piena compassione, ma le avverte della necessità di non peccare più.
Un altro problema è rappresentato dal sentimentalismo, qualcuno cade vedendo le sofferenze della famiglia. Concentrandosi sul singolo individuo si perdono di vista la verità di Cristo e i danni che si creano agli altri individui, che vi sono in relazione.
Il terzo problema si trova nella semplificazione del processo delle cause di nullità. Se è vero che tale processo non è di diritto divino e quindi può essere cambiato, è altrettanto vero che un processo giusto e accurato è necessario.
Purtroppo nel comune sentire delle persone, nel nome della tolleranza e della misericordia, si sta negando la Grazia che Dio da agli sposi per vivere in modo santo il Matrimonio. Mai come adesso spetta proprio alle famiglie cattoliche ricordare e difendere principi come la fedeltà, l'indissolubilità, la santità e la procreatività che sono alla base del Matrimonio e che con l'aiuto di Cristo possono essere rispettati. Le famiglie devono essere pronte anche a soffrire per testimoniare e difendere la verità della vita coniugale secondo Nostro Signore perché la posta in gioco è la vita eterna. Il cardinal Burke ha invocato a questo scopo l'intercessione di due santi come San Giovanni Battista e San Tommaso Moro, che nelle loro rispettive epoche hanno dato la vita per difendere il matrimonio così come l'aveva voluto Cristo.
Un lungo applauso, con standing ovation, ha concluso la relazione del cardinal Burke segno che è stato molto gradito dalle centinaia di persone presenti. Ha fatto seguito la consegna del premio Viva Maria da parte di Gianpaolo Barra, fondatore del mensile Il Timone.

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