Conferenza n.77 del 17 settembre 2016
Ospite: Costanza Miriano / Argomento: Matrimonio

I CONSIGLI DELLA SPOSA SOTTOMESSA
Antifemminista e (forse per questo) molto femminile

Sabato 17 settembre si è svolto l'8° Giorno del Timone della Toscana. In tale occasione è stato conferito il premio Viva Maria alla scrittrice e giornalista, Costanza Miriano. È sposata e ha quattro figli che ha allattato per un totale di 9 anni consecutivi. È stata giornalista del tg3. Ha corso più volte la maratona ed ha la passione per la cucina, nel senso che stare in cucina è per lei una gran passione.
Costanza è stata definita da Giano Colli su BastaBugie "antifemminista e (forse per questo) molto femminile". Il suo primo libro "Sposati e sii sottomessa" è diventato ben presto un best seller in Italia, tanto da avere poi un'edizione in francese, in spagnolo e, recentemente in inglese. In Spagna il libro è anche diventato un caso politico quando il laicismo ha tentato di proibirne la diffusione, in nome ovviamente del "libero pensiero".
Infatti in questo libro oscurantista, medioevale, integralista, Costanza ha smontato le tante ricorrenti leggende della vulgata femminista e anti-maschile, cercando di mostrare che la bipartizione tradizionale dei ruoli, all'interno del focolare domestico, non solo non era sbagliata, ma era (ed è) la vera garanzia della "realizzazione" di uomini e donne, e il solo presidio in ordine alla sana educazione della prole. "Sposati e sii sottomessa" invita senza alcuna ambiguità le donne moderne di oggi a tornare alla tradizione riconoscendo il ruolo insostituibile di capo famiglia all'uomo. E riscoprendo il ruolo femminile di fondamentale importanza per la famiglia. Per Costanza, stare sottomessa, vuol dire stare in un ruolo importantissimo poiché è chi sta sotto che regge le sorti della famiglia.
Quando Costanza venne la prima volta a Staggia, a presentare il suo libro "Sposati e sii sottomessa" c'era Mario Palmaro che aveva già iniziato il calvario che lo avrebbe condotto a morte prematura.

LE GIOIE DEL MATRIMONIO
Prima di ritirare il premio, quest'anno abbiamo potuto apprezzare la testimonianza di Costanza Miriano che ci ha permesso di apprezzare le gioie del matrimonio. Ha parlato della gioia che si prova nell'entrare in relazione con una persona diversa da noi, anche se per farlo occorre imparare a funzionare con e per l'altro e questo significa impegno e fatica. Questa relazione ci rende simili a Dio, il quale nella Trinità è in un rapporto d'amore fra tre Persone uguali e distinte. La complementarietà che c'è fra uomo e donna è una vera ricchezza per il matrimonio e per i figli. Bisogna imparare a parlare ciascuno il linguaggio dell'altro e sforzarsi di dare fiducia a colui che ci sta accanto. Ad esempio, per una donna è molto importante lamentarsi sfogarsi per ricevere consolazione e rassicurazione dal marito, il quale invece cerca sempre delle soluzioni per risolvere quei problemi di cui la moglie gli parla, ma spesso la moglie gliene parla non perché voglia davvero una soluzione, ma solo per sfogarsi. La donna tende a parlare dando significato all'inclinazione tonale della voce, alle allusioni e ai rimandi, mentre l'uomo intende le parole in modo letterale e solo quello che viene esplicitamente detto. L'aspetto ciclico mensile della donna e l'aspetto ormonale influenzano moltissimo il suo stato d'animo e anche le sue conquiste caratteriali e spirituali per cui ogni volta che ottiene qualcosa è possibile che un calo d'umore o un nervosismo di troppo la facciano scivolare al punto di partenza; l'uomo invece è più lineare e procede per conquiste successive. La donna spesso coglie particolari, aspetti e complessità che l'uomo non coglie e anche se questo è un punto di forza per lei, qualche volta la rendono un po' troppo apprensiva con i figli, i quali, ad una certa età, hanno bisogno che il padre li spinga fuori dal nido senza paura. Questa complementarietà è davvero bella se compresa come ricchezza, anziché come occasione per reciproche recriminazioni.

L'INTIMITÀ CHE SI INSTAURA TRA I CONIUGI
Un'altra gioia del matrimonio è senza dubbio la sessualità e l'intimità che si instaura tra i coniugi. Vivendola continuamente al di fuori del matrimonio, i giovani oggi se ne stancano presto perché è spogliata di mistero e di ricchezza ed è disgiunta da quell'amore vero e totale, che poi è donazione e apertura alla vita, che la rende così unica. Riuscire a viverla solo all'interno del matrimonio è un'avventura bellissima ed esaltante che porta i coniugi a crescere insieme sempre più nell'intesa. Ovviamente tutte le gioie che il matrimonio riserva sono come piantine da innaffiare che non possono crescere senza la nostra cura e senza una vita di grazia. La forza di volontà da sola non basta, ecco perché è così importante il matrimonio cristiano.
All'interno del matrimonio non è possibile trovare una rispondenza totale ai nostri desideri e per quanto il coniuge sia amabile comprendiamo presto quanto esso sia imperfetto. Ecco che questa apparente delusione si trasforma in una gioia perché solo così si scopre che l'unico che può davvero colmare i nostri vuoti è il Signore. Solo se i coniugi cercheranno in Lui il totale appagamento, smetteranno di richiederlo l'uno all'altro rimanendo sempre delusi. Ecco perché la famiglia è uno straordinario luogo per imparare ad amare soprattutto Gesù e poi il prossimo anche con i suoi difetti.

LA SOTTOMISSIONE PER AMORE
Anche nell'obbedienza c'è una fantastica occasione di incontro con Dio. Noi donne abbiamo una grande propensione al controllo e alla pretesa. In questo modo non lasciamo l'uomo libero di esprimersi per quello che è, con i suoi tempi e i suoi modi. Tutta la serenità della casa dipende dall'impegno della donna di pretendere un po' meno, dire qualche sì in più e avere un pregiudizio positivo nei confronti dell'uomo che gli sta accanto. In questo sforzo il Signore ci ricompensa in modo generoso e bellissimo e ci dona la possibilità di avere un rapporto vivo con Lui per ricevere il Suo aiuto. La tentazione dell'uomo invece è l'egoismo, cioè di non voler morire per la sua famiglia, non prendersi le responsabilità e non impegnarsi, cercando tutte le scappatoie possibili per togliere le difficoltà. Ecco perché noi donne, che siamo chiamate ad educare, siamo tentate di pretendere di più da lui. Ma è davvero solo quando si smette di esigere e si dà spazio all'uomo che egli inizia a proporre, prendere iniziative, essere generoso e creativo.
Mettendo in pratica i consigli di Costanza Miriano, si può davvero raggiungere la gioia all'interno della famiglia, principale luogo dove donne e uomini possono trovare la loro piena realizzazione e quindi la felicità.
Al termine il direttore del Timone, Riccardo Cascioli ha consegnato a Costanza Miriano, il prestigioso premio "Viva Maria!" simbolicamente rappresentato da una perfetta riproduzione della Vergine del Conforto conservata ad Arezzo.

Per tornare al menu della conferenza, clicca qui!

 


amicideltimone-staggia.it

  • Per ricevere gratis la nostra newsletter

    Email:
    Nome:
    Privacy:  Autorizzo al trattamento dei miei dati ai sensi della legge sulla privacy (D.Lgs. 196/2003)
Scegli un argomento

BASTABUGIE.it
FilmGarantiti.it
Scienza&Vita-Siena.it