Conferenza n.59 del 12 aprile 2013
Ospite: Danilo Quinto / Argomento: Politica

TUTTI I DANNI DEI RADICALI
Lo scopo dell'ideologia radicale è quello di distruggere i principi naturali che riguardano tutti gli uomini perché iscritti nella natura umana

Venerdì 12 aprile il Centro Culturale Amici del Timone di Staggia Senese, nella 59° conferenza organizzata, ha ospitato Danilo Quinto, insieme alla moglie Lydia e a loro figlio.
Quinto ha fatto parte del partito radicale per 20 anni, di cui 10 come tesoriere, fianco a fianco con Marco Pannella. Oggi è un uomo nuovo e considera quella del partito radicale una ideologia antiumana.
Egli ha vissuto dal di dentro e come protagonista attivo tutte le campagne elettorali e le battaglie politiche messe su dai radicali. Anzi, è stato sempre compartecipe delle loro azioni, ha organizzato per loro le strutture logistiche, ha reperito fondi. Egli stima di essere riuscito a far entrare nelle casse del partito in 10 anni almeno 25 milioni di euro. Quinto racconta di come la struttura del partito assomigli a quella di una setta, di cui Pannella sarebbe il guru. Egli ha le chiavi di tutto e ogni potere decisionale; nessuno fa carriera all'interno del partito o come parlamentare se non quelli che Pannella recluta e sceglie fra ragazzi per suoi insindacabili e inconfessabili motivi (di cui tralasciamo i particolari, alquanto raccapriccianti).
"Pannella è un uomo immensamente carismatico, ammaliatore e trascinatore": ecco come lo descrive Danilo Quinto, imputandogli anche la capacità di distorcere la realtà e confondere il bene con il male.
Lo scopo dell'ideologia radicale è quello di distruggere i principi naturali che riguardano tutti gli uomini perché iscritti nella natura umana. Tutte le battaglie che i radicali hanno vinto, come quella sulla legalizzazione del divorzio e dell'aborto, sono assolutamente contrarie, infatti, ai principi che favoriscono una sana crescita umana e quindi della società intera. Così anche le battaglie per legalizzare l'eutanasia, i matrimoni fra omosessuali e le droghe, che sono ancora in atto, vogliono portare all'abolizione di un principio di verità, con il conseguente primato della volontà soggettiva a discapito di una oggettività di ciò che è bene o male.
Eppure Pannella ritiene necessario richiamarsi costantemente alla dottrina cattolica, al Papa, alla citazione delle Sacre Scritture. Ma chi è Giacinto Pannella detto Marco? A chi si ispira? Basta chiedersi chi è quell'essere che vuole far credere che il male sia bene e che vuole imitare Dio. Pannella fa proprio questo. Seduce anche decine e decine di parlamentari cattolici che firmano appelli a favore di Radio Radicale, che riceve dallo Stato ogni anno 10 milioni di euro per la trasmissione delle sedute parlamentari (attività che potrebbe essere svolta gratis dalla Rai). Alle elargizioni per i radicali dei Governi di destra e sinistra composti da cattolici e da laici, si aggiungono i contributi per la legge dell'editoria, le quote di finanziamento pubblico per la loro lista, il danaro proveniente dagli accordi elettorali con i partiti, le indennità e le pensioni che i radicali ricevono da ex parlamentari e alle quali non rinunciano. Alla faccia della loro battaglia contro il finanziamento pubblico.
Danilo Quinto, che si era avvicinato ai radicali negli anni del liceo, condividendo alcune delle loro battaglie politiche, aveva poi intrapreso il ruolo di tesoriere all'interno del partito come professione. Fu durante quegli anni che incontrò la persona che ha cambiato la sua vita: la moglie Lydia. Oggi Danilo la considera un dono di Dio nei suoi confronti. Ella, di professione cantante lirica e fervente cattolica, gli ha mostrato un'altra realtà. Gli ha fatto riscoprire Gesù Cristo e il Vangelo, che aveva ormai dimenticato da 40 anni. Dopo tutti questi anni si è di nuovo confessato ed ha ricominciato a pregare. Dopo pochi mesi si è sposato con Lydia in chiesa, cosa che i suoi "amici" del partito hanno dimostrato di non gradire, mancando all'invito. Dopo quel primo segnale di delegittimazione nei suoi confronti, sono cominciate, da parte di Pannella, tutta una serie di provocazioni e azioni denigratorie verso Danilo, consistenti soprattutto in una serie di mail inviate a lui, ma per conoscenza anche a tutti gli altri del giro, dove veniva accusato di aver commesso errori o provocato problemi. Nonostante la sofferenza che questo continuo doversi giustificare gli provocava, egli non riusciva a staccarsi da quel lavoro, perché psicologicamente invischiato e legato a degli strani meccanismi che lo rendevano dipendente dagli altri appartenenti al partito.
Lydia, presente in sala durante la testimonianza del marito, è poi salita sul palco ed anche lei ha spiegato come fossero tutti concatenati e dipendenti l'uno dall'altro, proprio come in una setta in cui sia stato fatto un patto di sangue, e come siano stati duri i primi due anni di matrimonio, durante i quali Danilo, ha lottato strenuamente per uscire dagli ingranaggi del partito. Lydia ha anche spiegato perché si fosse innamorata di una persona così lontana dalla sua fede cattolica e dai suoi principi. "Perché in fondo ho visto in lui una persona buona, una persona pulita", così ha risposto Lydia alla domanda di uno dei presenti in sala. La testimonianza di Lydia, dimostra come lei e il marito si siano affidati totalmente al Signore ed abbiamo sentito ciò a cui Egli li stava chiamando. Danilo stesso ha affermato come abbia percepito chiaramente nel periodo in cui è iniziata la sua conversione, la vicinanza di Dio.
Quando Danilo chiese a Pannella la liquidazione per lasciare il lavoro, questa gli fu negata. E adesso si trova a doversi difendere da un'accusa di appropriazione indebita dei soldi che in realtà erano stati i suoi stipendi. Tuttavia egli si dichiara una persona felice, perché unisce le sue sofferenze odierne a quelle di Cristo sulla croce. E afferma di sentirsi comunque sempre indegno perché ritiene il male che ha compiuto molto più grande di quello che subisce lui adesso. Così ha trasformato un periodo che poteva essere di disperazione in un periodo di offerta e di purificazione. Grazie a questo distacco fisico dalle cose terrene può guardare a quelle del cielo, le sole che valgono per la salvezza eterna. Salvezza che egli ritiene ancora di doversi conquistare ma che sta facendo di tutto per aggiudicarsi. Mi pare opportuno riportare queste parole di Danilo Quinto: "In molti mi dicono che ho avuto coraggio. Non credo si tratti di questo. Si tratta di amore per la verità e per la libertà, che è l'essenza di essere cristiani. Si tratta soprattutto del mio tentativo di conquistarmi il Paradiso o di fare, se non ci riuscirò, meno tempo di Purgatorio possibile."
Da cristiano vuole battersi per la verità e la libertà facendo conoscere il suo percorso negativo e quello di redenzione in cui ha scoperto la speranza della vita eterna.
Ciò di cui oggi si rammarica Quinto è di vedere come molti cattolici illustri nel mondo politico finanzino Radio Radicale e dialoghino con Pannella e i suoi, visto che gli ideali radicali sono del tutto inconciliabili con il messaggio cristiano e i suoi principi. Nei suoi libri, "Da servo di Pannella a figlio libero di Dio" e "Emma Bonino. Dagli aborti al Quirinale?", egli fa nomi e cognomi di coloro i quali appoggiano direttamente o indirettamente i radicali, denunciando la loro connivenza col il male.
Al momento sembra proprio che i radicali abbiano vinto perché la loro ideologia relativista, volontaristica e contro natura ha pervaso trasversalmente tutta la società e tutto il Parlamento. Persino i Grillini, secondo Quinto, sono la risultante di questa ideologia, perché la loro matrice prende l'avvio dal peggio degli ideali radicali. Ma noi cattolici sappiamo che le porte degl'inferi non prevarranno e la nostra speranza è riposta in Cristo, unico giudice dei vivi e dei morti.

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